sabato 12 novembre 2016

Ricordo di Mauro Prandi - Carpi - dialetto carpigiano - di Mauro D'Orazi

Prima stesura ottobre 2004                             V11 del 03-09-2016 sempre in via di aggiornamento in base ai ricordi che arriveranno

Mauro Prandi e i suoi scutaai

raccolti da Mauro (Dorry) D’Orazi
su Facebook  dalle tante persone che lo hanno frequentato


Mauro Prandi, uno più carpigiano della Piazza, del Castello, dei piletti del Duomo come suol dirsi. Commesso all'Ente di Consumo Comunale sempre in Piazza, andò in pensione giovanissimo per una legge andreottiana: la n 336… era orfano di padre partigiano; poi si dedicò all'intermediazione e al commercio. Ha sempre frequentato amici più giovani di lui di 15-20 anni. Grande frequentatore di bar con sviluppata carpigianità.
Ricordo il Bar Teatro (dove l'ho conosciuto) in perenne dissidio con Vittorio, Alla Rosa Nera, poi al Jimmyc's e poi al Bim Bum Bar. Scomèed, tagliente, salace, verboso, pronto alla battuta, ma intollerante alla risposta. Aveva la capacità di affibbiarti un efficace e super descrittivo soprannome che in un attimo ti identificava per tutta la vita. Gli "scutmaai", seppure IMPIETOSI, non erano mai offensivi, ma vere e proprie efficaci caricature verbali.

Alcuni esempi di scutmaai:
Cipo = La Dea; Alessio = La Navrativlova; Io (Mauro D'Orazi) = L'onorevole, per la mia deprimente e vana carriera politica. L'Architrave per l'arch Claudio Pedretti, Cialana per gli stivaletti dell'esule a Formentera. Il famigerato Gigi Lugli = Il Caciondo; Sharon = la bionda la ricciolona Daniela, I soprannomi sono tanti… se ne ricordate altri scriveteli. Sarà il modo migliore per ricordarlo. A fine settembre 2004 ci ha lasciato.
*
Nel gioco del cotecchio quando uno è già fuori (10 e passa punti) e due sono a 9, lì lì per per uscire, il quarto giocatore potrà fare il furbo e prendere in giro gli avversari: Duu a Nóov e un a la Móoja. Ovvero due a Novi di Modena e uno alla Moglia (cioè già nell'acqua e col culo bagnato. La battuta... davvero notevole... è dell'indimenticabile Mauro Prandi.
1976 19 marzo 1976 Caffè Teatro -  dietro Giò Placaan e Mauro Prandi

**
1997 Jimmjc'z - Mauro Prandi impegnato al cotecchio
***
Riporto un ricordo di IMBENI tratto da La VOCE del 07 ott 2004
Amico dell'umanità, capace di ascoltare - È morto Mauro Prandi
Carpi - Detto così un po' alla semplice, se a una persona spettava il diritto a percorrere serenamente tutta intera la terza età che aveva appena imboccato questa era Mauro Prandi, 68 anni scivolatigli addosso senza scalfire uno spirito di conio fine e spumeggiante insieme alla straordinaria dinamicità nelle azioni, nei gesti, nelle parole. Ma erano solo i suoi tratti più immediati. Una sua qualità davvero rara, come ricordano i più giovani amici del caffè Jimmyc's e del Bim bum bar, era di sapere non solo interloquire, ma concretamente comunicare con ogni fascia generazionale: una trasversalità di partecipazione che la dice lunga sulla freschezza del suo rapporto con la realtà. Sotto intuivi, e conoscendolo riscoprivi ogni volta, una cordialità ricca di attenzioni e sfumature. Non è una virtù da poco sapere uscire dalle formalità e dal distacco e aderire, con i propri, ai moti dell'animo alle idee alle difficoltà, perfino alle ubbìe, degli altri. Molti che si credono disponibili si fermano a metà strada e quando si allontanano si lasciano dietro una scia mielosa, adulterata. Difficile essere presenti al prossimo senza pesantezza o saccenza. Ancora più difficile è farlo in modo totalmente disinteressato, senza altro contraccambio che una ventata d'amicizia.
Mauro, geniaccio arguto quanto curioso di tutto quanto lo circondava, andava oltre. Sembrava attratto anche dalle individualità più lontane dalla sua: introversi, musoni, sussiegosi, misantropi per sfinitezza o per calcolo. Cubicolari e camerari annidati negli enti pubblici, per esempio, o nelle corporazioni, nelle canoniche, nei partiti. Nei confronti di costoro, anche in loro presenza, scattava spesso il repertorio pirotecnico del suo satireggiare gustoso e paralizzante, mai offensivo. L'osservazione critica, la battuta salace non umiliavano mai, facevano saettare (e poi rendere subito pensosi) gli occhi di chi era preso di mira muovendo gli altri al sorriso ma soprattutto alla riflessione. A molti affibbiava un affettuoso nomignolo, il carpigiano scutmaai, rinnovando un'abitudine antica e di origine nobile quanto incerta.
Così, con quel suo piglio aperto e diretto, Mauro Prandi componeva le tessere di un suo mosaico della "commedia umana" cittadina, lui che a sedici anni, per difficoltà famigliari, aveva dovuto interrompere gli studi al liceo Fanti e impiegarsi dietro un bancone da commesso al Magazzino comunale (poi Ente Tessuti) di piazza Martiri. Erano i tempi della direzione di Rinaldo Pelliciari, detto Plicio, il comandante "Rino" delle brigate partigiane "Aristide", ma erano ormai tempi di pace e Mauro lo chiamava Sua Santità.
Ci sono modi diversi di porsi come "testimoni" nel fluire e intrecciarsi quotidiano di persone e di accadimenti di una città. Mauro aveva scelto il meno accademico, il più esposto e delicato, quello di chi vi partecipa in prima linea, vero inviato speciale di se stesso, ma anche di un profondo sentire comune. E vi si spende giorno dopo giorno anche là dove all'apparenza non sono in gioco complicate scelte strategiche, alchimie di poteri, oscure transazioni all'ingrosso o al minuto.
Per tutto questo, per una volta non è un abuso di parole scontate dire che ci mancherà.
Gianfranco Imbeni
**
Ligabue Arianna: una bellissima descrizione.
**
Jango Grandi:  Bravo Dorry! .. "non erano mai offensivi, ma vere e proprie efficaci caricature verbali." assolutamente .. perfetta descrizione - 9 agosto 2009
**
Giuliana Faglioni Ciao Mauro!! 9 agosto 2009 alle ore 22:35 

Gianni Bassoli: GRANDE MAURO!!!!
in negozio di barbierie da noi veniva spesso e al suo acconciatore aveva affibbiato il nome "burino", la motivazione era che veniva dal Cantone di Gargallo e l'alto mio socio più vecchio lo chiamava "clergyman", perche aveva il modo di fare di un prete!! Grande persona e  ottima compagnia !! UN PERSONAGGIO CHE MANCHERÀ!!!   10 agosto 2009 alle ore 14:26 · 

Alessio Pignatti: Un grande saluto a Mauro Prandi, che rimarrà sempre nel mio cuore; a me aveva affibbiato anche "la perfida Alexis" e ricordo in particolare l'Ezbhollà, a Dario Bassoli per il suo carattere un tantinino aggressivo e i suoi tratti somatici non proprio carpigiani, poi tanti altri…
7 settembre 2009 alle ore 9:26 

Mauro D'Orazi: grazie Alessio. se te li ricordi… scrivili, prima che il tempo con la sua maledetta polvere inesorabilmente li inghiotta.
Fine anni '90 al Jimmic's Mauro Prandi, Luca Lamma, Sandro Santacèera.

William Lugli: Un nostro amico, Ivan, era diventato "Bugnolis" per la sua acne!   Non ci giurerei, ma anche lo scutmaai "Pipòun" affibbiato al ex assessore Gianni Lodi viene da lui. Dovrebbe essere legato al fatto che incontrando una donna egli guardava subito nella direzione e all’incrocio di una ben determinata… parte anatomica!
9 settembre 2009 alle ore 19:56  

Davide Sgarbi io mi ricordo di Marco (il fratello di Fabrizio Valisi) chiamato da lui "Creatina" per via dei muscoli!!!! ahahahaha che genio!

Mauro D'Orazi: Carlo Annovi che mandava tutti a cagare, come interlocuzione abituale, era per questo chiamato: Charly Mc Kegh

 Davide Fabbri:  Sono d'accordo con tutti voi, il mio nome era e rimane "Amarena", dal famoso omonimo produttore di confetture di ciliege. Devo comunque riportare una nota spiacevole. Il "povero" Mauro è stato prima giudicato e poi dimenticato da moltissime persone alle quali ha regalato momenti indimenticabili, causa spiacevoli scontri dovuti alla sua (e riporto descrizione correttissima) intolleranza alla risposta. Ha frequentato il nostro gruppo per una decina di anni e posso fornire a richiesta decine di "scutmaai".10 ottobre 2009 alle ore 9:45 

 Andrea Nicolini: il mio era COLORADO...  14 ottobre 2009 alle ore 12:24 

Alessio Pignatti:  Franco Magnanini era "magna ninein"... tradotto... Mentre Mauro Torelli era "Taps, squilli di rivolta" per il suo carattere un po' permaloso e si rifaceva a un poco famoso film militaresco dell'epoca.

Davide Dodo - Righi grande Mauro .. io ero/sono "Il nome della rosa" !
28 novembre 2009 alle ore 21:23 

Andrea Andreoli: io ero "Nanòun", Fede Andreoli "American Gigolô”, Andrea Righi "By american", la Simo  "La Divina"... etc.
Ricordo che quando giocava a carte c'era una persona, di cui non faccio il nome, era spesso nominato "Testòun" lascio a voi indovinare... Grande Mauro!
28 dicembre 2009 alle ore 20:02 

Daniele Diacci: io ero il Barone Von Opel!   Al Comissaari  - Commissario era Maurizio Catellani
18 marzo 2010 alle ore 0:35 · 

Alessio Pignatti: Commissario derivava dalla "Piovra" famosa saga televisiva sulla mafia, dove nelle prime serie il commissario Cattani era il protagonista... dal titolo della serie (Maurizio è un famoso "tombeur"), la Piovra, gli venne appioppato il soprannome di Commissario, perché le avvincolava tutte…

Mauro D'Orazi spietato!
19 marzo 2010 alle ore 8:57 · 

Carlo Lodi: con l’amico Mauro,  ho passato il più bel periodo della mia vita. Ho lavorato con lui per molto tempo all'ENTE Comunale, proprio nel suo reparto: era il mio caporeparto.
Per gli scutmaai era proverbiale; all’Ente eravamo circa in una quarantina e a ognuno di noi aveva dato il suo – a Me a m ciamèeva “Valeriaan !”
 
Giorgio Guidetti:  Ciao Maurino.... forever! A me aveva affibbiato il nome “La Rockstar” per via del Complesso dei Buscadero e Franco era ''Heating the pigs”,  che era il suo cognome tradotto da lui in inglese, come ha ricordato Alessio.  7 giugno 2011 alle ore 20:04 · 

Mauro D’orazi: la sua interlocuzione tipica era “M ÈET TÒOLT?”  Cioè “ Mi ha capito? mi ha preso in ciò che volevo dire?” sottinteso, interpretando… “Imbambìi che te tribuul a capiir!”

Milena Bassoli; una delle più belle persone che io abbia mai conosciuto, aveva sempre una parola speciale per tutti noi; io ero “Milly for…Lillly, grazie mauro mi manchi!
7 giugno 2011 alle ore 21:41 

Simona Sgarbi:  ho dei bellissimi ricordi... a ognuna "girl" (gherls)  della mia compagnia aveva dato un simpatico nomignolo che tuttora ci portiamo dietro... unico... - Ecco Alcuni nomi: la grande e unica "Sharon" Daniela, "Leguara" (Simona Sgarbi)..."Mariadolores", "Incallita"... e poi altri
8 giugno 2011 alle ore 14:56 · 

Carlo Lodi - al rivendidóor èd disc èd via Genova al le ciamèeva “Valdo Pop Del Los Rios”
8 giugno 2011 alle ore 18:52 

Armando Mirra:  persona speciale, io ero “il Maltese” per via della giacca marinara che avevo all'epoca. Dal personaggio Corto Maltese dei fumetti di Ugo Pratt.
16 ottobre 2012 alle ore 0:23 · 

Daniele Bonni Bonini:  Spero non si offenda nessuno se...  ricordo altri soprannomi affibbiati e inventati genialmente da Mauro, durante le interminabili partite a cotecchio !
 Dunque… Luca Lamma era il " CANARONE ", un quasi estinto uccello di palude, Giorgio Bondi era “JAMES BOND”, oppure “Mochio Piteco” (abita in via Monchio), Fabio Siligardi, al primo vero fidanzamento, era " URANIO IMPOVERITO ", l'apoteosi però l'ha raggiunta con Sandro Santachiara, ironizzando delle sue "note" dimensioni sottopanni, chiamandolo " ALEJANDRO SOTOLONGO DE PALMERA, detto EL CURANDERO "
 E ai tempi dello sceneggiato Sandokan (interpretato dall’attore Kabir Bedi)… non ricordo a chi.... ma evidentemente non era un "genio " lo aveva soprannominato... “Capir Baby” !!!
16 ottobre 2012 alle ore 1:10 ·

Dario Bassoli: confermo… io ero detto “Hezbholla ex stillbird”
Un uomo insostituibile grande conoscitore della vita e dei risvolti 
Ho ricevuto consigli che tuttora mi salvano. Un grande UOMO!
  16 ottobre 2012 alle ore 8:54 

Mauro D'Orazi: il soprannome “Cialana” forse personaggio messicano di un film di cappelloni western 
1972 Magazzino Comunale nuovo negozio biancheria 
Mauro Prandi, Carlo Lodi, Arrigo Gallesi e Giuliano Arletti.

Luisa Pelliciari:  “M ÈET TÒOLT?” hai afferrato il concetto? Mio padre (già presidente dell’Ente di Consumo Comunale) diceva che come commesso non aveva uguali. Personaggio scomodo, ma non offendeva mai. 9 agosto 2016 alle ore 16:28 

Paola Masci: Quante partite a cotecchio ho fatto con lui... Che bei ricordi... e come diceva lui.... Le sue storie iniziavano dalle guerre puniche!  Frequentare il bar senza lui non è più stata la stessa cosa!! 9 agosto 2016 alle ore 18:21 

Rosy Carrannante:  lo ricordo bene Mauro e con tanto affetto... lo ricorda anche mia figlia Greta. Cominciava con i più piccoli, parlando delle guerre puniche, arrivare ai giorni nostri era lunga! Ho una bellissima  pentola in rame per fare la polenta che mi ha regalato lui. Il mio nomignolo era “Biondina! … vieni a sederti vicino a me che mi porti fortuna!”  9 agosto 2016 alle ore 21:48 · 

Franco Creola:  Ricordo le notti davanti al Caffè Teatro a raccontar barzellette. Ne sapeva un milione. Mi ha sempre chiamato "Ciccia" forse per i miei 50 kg x 1.80 mt.

Alessio Pignatti:  A dire il vero non era solo ciccia... 10 agosto 2016 alle ore 17:47 · 

Franco Creola:  In effetti......   10 agosto 2016  alle ore 18:27 · 

Guido Meschiari: Grande persona e grande giocatore di cotecchio, se a carte gli facevi un torto ti mandava a 10 in due mani. A me è sempre piaciuto "l'incastro del pollastro", che usava quando ti faceva "la decima" e tu ribaltavi le carte, perché non riuscivi più a venderla a nessuno dei tuoi tre avversari. Poi c'era "il colpo delle cento pistole"....
11 agosto alle ore 14:44 

Claudio Caffagni: Capir baby, era l'aiuto di Vittorio, che era chiamato Baby, per via della statura... 1,55 mt  - 11 agosto2016  alle ore 16:39 

Alessio Pignatti L'unico che a cotecchio ha pagato con sei!!! detto anche “Caribù'”.
11 agosto 2016 alle ore 17:11 · 

Mauro D'Orazi: Per dirla tutta e in verità... Prendeva in giro, ma non c'èra reciprocità: perché poi di rimando non sopportava lui di essere preso in giro; e questo per me era un grosso difetto, gli altri erano TENUTI a sopportare, ma lui no!  11 agosto 2016 alle ore 20:06 

Guido Meschiari: Ma infatti… Se lo contraddicevi rischiavi "la squalifica" e non potevi più giocare al suo tavolo !!!!  Che tipo che era!!!  11 agosto 2016alle ore 20:08 · 
                                                                   
Mauro D'Orazi: Io in alcune occasioni gli feci due o tre battutacce a freddo… contro,  a prendi in giro. Non se l’aspettava da me, di solito taciturno e prudente nell’esprimermi in mezzo a tanti leoni azzannanti. E se la prese sempre parecchio!!  Così io ne godevo di più ! Anche se i rischi di spietata ritorsione erano altissimi. S t èel tuliiv pèr al cuul.  a s n intaièeva e al dvintèeva pòoch gustóos.
11 agosto 2016 alle ore 20:48 
 **
Alla fine degli anni ’80, ai tempi d’oro del Caffè Teatro gestito dal grande e sfortunato Vittorio Garzon, Giancarlo Tartari, detto Taras, ma anche Delon o Delone per la sua avvenenza a cànone inverso, nel gioco cotecchio era la vittima designata e costante di ogni partita: quasi tutti gli assi e le decime erano suoi. Da ciò nacque, con un colpo di geniale creatività del ns Mauro Prandi, questa frase ironica e memorabile derivata da un antico proverbio delle nostre zone : “Dio al s sèelva da la siilta e dal tròun e dal dècimi èd Delòun!” = Dio ci salvi dalle saette e dal tuono e dalle decime destinate a Delone, o da lui giocate in modo improvvido.

La raccolta di ricordi continua… mandate… Grazie! Non perdiamo queste piccole cose preziose che caratterizzano una comunità, anche se super eterogenea come siamo ed eravamo: mi trovare su FB come Mauro D’Orazi e su dorry@libero.it come email…
*** 

Nessun commento:

Posta un commento

grazie