martedì 17 marzo 2015

La misura del tutto - dialetto carpigiano - Carpi - Mauro D'Orazi



La misura del tutto
di Mauro D’Orazi

Iniziamo con la bellissima parola del nostro dialetto: incòosa, ogni cosa.
Potrebbe derivare dal latino “omnia causa”.
Quàand a s è ditt incòosa a s è ditt pròopria tutt!
A iòmm viint incòosa, abbiamo vinto tutto.

Una frase molto interessante è: avéer nóoṡ e masóol, cioè avere sia la noce (da mangiare) e l'occorrente per rompere in guscio, un martelletto; quindi non si manca di nulla per stare bene.  
A suun chè cun pigòun e badìil. Cioè... sono qui con tutto l'occorrente alla bisogna, piccone e badile; usato spesso in modo malizioso.

Avèer cuul e cl èeter; simpatico gioco di parole per indicare che si ha tutto.
Vléer l óov e la balòota; volere l'uovo e il tuorlo.
Avéer paan e cumpanaadegh. Il pane e il companatico.
Avéer salùtt e bèesi... e (al) tèimp da spènndr i. Salute, soldi, ma anche il tempo di vita per spenderli… bene.
Al gh à aanch al laat èd galèina; ha anche il latte di gallina, cioè non gli manca proprio nulla.

I Carpigiani e l'opera lirica - Carpi - dialetto carpigiano - Mauro D'Orazi



Prima stesura 22-02-2010                                    V30 del 20-10-2015
Carpigiani e l'opera lirica
 raccolta di Mauro D’Orazi

Questi sono episodi capitati decenni fa, ma sostanzialmente veri e tramandati ripetutamente fino ai nostri giorni; io mi sono limitato a raccoglierli e a metterli un po’ in ordine. Ho poi aggiunto, in coda, alcune note curiose e divertenti sulle ambiguità che si possono trovare in frasi di vari libretti d’opera

Per molto tempo dal 1800 in l’opera lirica fu un momento centrale di divertimento per la gente anche a Carpi. La nostra città nel 1861 si dotò di uno splendido teatro.
Gli spettacoli d’opera erano molto frequentati e spesso lo spettatore, appartenente a varie classi sociali, assisteva a tutte le repliche.
L’opera era nel sentimento popolare e trascinava gli animi; si pensi per fare solo un esempio risorgimentale al “Va pensiero”.
Anche se come dice Lucio Dalla in “Caruso”: “Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso, che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro.”
Si poteva sentire dalla persone più insospettabili, anche di condizioni molto umili, citare, a mo’ di proverbi o modi di dire, frasi di opere.
Io stesso ricordo perfettamente e con un sorriso le centinaia di volte che mia cugina Mima ripeteva, ripeteva, ripeteva a seconda dei casi:
“(Rigoletto) Cortigiani, vil razza dannata!” per parlare dei politici di mezza tacca ipocriti e mendaci;
“(La Traviata) Di sprezzo degno se stesso rende, chi pur nell’ira la donna offende! Dov’è mio figlio? Più non lo vedo… ecc…” quando una donna subiva della angherie fisiche o morali dal parte di un uomo;
“(Il barbiere di Siviglia - Rossini) La calunnia è un venticello” di fronte alle tante bugie e falsità della gente, o “All’idea di quel metallo” per la cupidigia al denaro e all’oro;
“(Faust - Gounot) Dio dell'or. Del mondo signor!” nel vedere che qualcuno agiva solo per gretto interesse economico, soprattutto nella sfera degli affetti.

Anche io, da mozartiano convinto, quando non riesco ad avere qualcosa cui tengo, terrei moltissimo, cito a me stesso Da Ponte nel “Così fan tutte”: “Non può quel che vuole, vorrà quel che può!”
Non posso poi non citare Totò con la sua… “La donna è mobile… e io sono mobiliere!”

Non di rado ai figli venivano attribuiti nomi di personaggi della lirica: Alfredo, Radames, Turiddu, Otello, Aida, Norma, Violetta, Gilda, ecc… Ciò che successe ad esempio quasi mezzo secolo dopo con Rossella di “Via col vento”.
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In ogni grande tematica c’è sempre un risvolto comico; anche qui non si sfugge e ci sono situazioni tramandate ed evocate di generazione in generazione. Si tratta di episodi e cose buffe che sono successe durante gli spettacoli e che sono state condite con efficacissime frasi dialettali. Questi fatti sono noti a Carpi e di certo hanno una base di verità, ma sono conosciuti e rievocati anche in città vicine.
Come sempre quando si è nel campo delle tradizioni popolari è difficile stabilire origine certa e verità, ma ancora una volta l’importante è non far morire la memoria di queste piccolissime storie, che pur nella loro limitatezza intrinseca, ci danno e conservano un’idea del sentire e del sorridere della gente.

Durante le tante rappresentazioni in presenza di tenoretti o con cantantucole, incidenti di scena, testi equivoci, ecc… il veleno della battuta feroce, greve, ma irresistibile dei carpigiani non mancava di certo.
Eccone alcuni esempi che ho raccolto nel corso di anni di ricerche e testimonianze dirette, che riguardano anche zone vicine.

“Cavalleria rusticana” di Mascagni. Turiddu: "Mamma, quel vino è generoso, e certo oggi troppi bicchieri ne ho tracannati...
Vado fuori all'aperto..."
Dalla platea uno spettatore gli urlò. "Tóo tèegh la chèerta!” Prendi con te la carta. Una volta al cèeso, al liicet era fuori delle case.
Si dice anche che alla morte di compare Turiddu qualcuno abbia anche gridato: “I àan faat bèin! L éera ’na tróoia!” … nel cantare.
Infatti un modo dire tipicamente carpigiano in presenza di un cantante stonato e inascoltabile è proprio la frase: “L è ’na tróoia!”.
Un’invettiva molto nota che a Carpi ha tanti di significati diversi, tra i quali questo.
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“La Tosca” di Puccini - Uno scarsissimo Cavaradossi cantava "L'ora è fuggita, e muoio disperato!" Dalla buio del loggione: "E sèinsa un béesi in bisaaca!" e senza un soldo in tasca!
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Negli anni '50 “Il Trovatore” al Comunale di Carpi. Il tenore (Manrico) era piuttosto scarso e al "Non son tuo figlio? E chi son io, chi dunque?" Il solito carpigiano sprudentato gli urlò: "T ii al fióol d un caan!"
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Dal “Mosè” di Rossini: "Dal tuo stellato soglio". Se lo diciamo in dialetto -Dal tó sóoi stlèe! - lo si può poi ritradurre - Dal tuo mastello rotto!- Scherzi dei nostri dialetti.”
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Teatro di Correggio, un soprano “triste” a un certo punto commette l'ennesimo errore, restando senza fiato… al ché una voce urla "Animèela! ch la s curèza!" "RiAnimatela! che si corregga!" Però se si legge e interpreta la frase in altro modo, il senso cambia completamente…
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A Carpi si rappresentava d'inverno, con un teatro poco riscaldato, La Bohème di Puccini. A un certo punto il tenore, in uno dei momenti più romantici e delicati dell'opera, cominciò a intonare l'aria "Che gelida manina...! " Al che dal loggione si sentì distintamente: "S te sintìss pò i mée pée!" Se sentissi poi i miei piedi!
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Altra situazione esilarante capitò con il Rigoletto di Verdi; il soprano che interpretava Gilda era una cantante di notevole corporatura. Quando Sparafucile nel III° atto la uccide, pensando fosse il Duca, deve poi mettere il corpo in un sacco da consegnare all'inconsapevole mandante e padre di Gilda, Rigoletto. Il momento sarebbe stato altamente drammatico, ma il povero Sparafucile a causa del peso rilevante non riusciva spostare il gravoso sacco. Dopo un paio di tentativi penosamente falliti, si sentì la solita voce malefica che dal buio urlò: “Fa duu viàaṡ!” Fai due viaggi!
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In una recente esecuzione de La Traviata, mentre l’anziano tenore cantava “De' miei bollenti spiriti”, qualcuno ha commentato: “Sèee… Tóo dal Viaagra!”.
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Anche questa è storica e dipinge bene una certa Carpi arricchita, ma ingenua. Anni '60 prima dell'inizio dello spettacolo, due signore in parucca e bóorsa, mogli di ricchi magliai, guardavano con curiosità gli altri spettatori nei palchi e in platea. A un certo punto, una dice a bassa voce all'altra: "Vèdd èt? Quèlla là, in quèerta fiila, l'è la praatica èd Tissi!" Vedi quella là in quarta fila? È l'amante di Tizio (il nome di un altro famoso magliaio che non posso qui svelare). L'amica guarda con attenzione e dopo un po' esclama: "Bè mò! Al sèe t ’sa t ò da diir, che al nòostri i iin pò più bèeli!" Bè! Sai cosa ti devo dire, che le nostre sono poi più belle!
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Negli anni '60, un noto tenoretto carpigiano si doveva esibire in teatro in una celeberrima canzone francese. Venne così presentato: - Signore e signori... ora ascolterete "La mer" da Tommaso Ferrari -. Una frase che, pronunciata un po’ troppo frettolosamente, si rivelò una pessima uscita...

* Molto gustosa la ribattezzatura carpigiana della Lucia di Lammermoor opera in tre atti di Gaetano Donizetti: a Carpi era diventata la Luciia... di Laaber ṡmòort... dalle labbra smorte.

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Anche Luigi Lepri (Bologna) nel suo libro “Fantèsma di ritorno. Seconda passeggiata semiseria nel dialetto bolognese” si sofferma un “equivoco lirico”.
Era il 1893, al teatro Comunale di Bologna andò in scena l’opera lirica “Vandea” di Filippo Clementi, nella quale il capo dei vandeani si chiama Alano. Al terzo atto, la cantante che interpretava la madre, gorgheggiò singhiozzando: “Ferito è Alano!” e il solito buontempone, dal loggione, urlò pronto: “Pròpi lé, chisà che turmänt!” (Proprio lì, chissà che tormento!). Le cronache del tempo raccontano che le risate del pubblico proseguirono fino a notte fonda e, ad ogni replica, la battuta del soprano era accolta da irrispettose sghignazzate.
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Maddalena Zanni (Carpi): “Mia nonna e mia zia avevano questa variante de "La Carmen", sulle note della famosa aria, non so perché: "Toreadòor, scaapa in là, ch a chèega al tòor... "-

Rossana Bonvento (Carpi): - Mia madre canticchiava qualche aria quanto facevano vedere qualche opera in TV. Mò la cantèeva dla ròoba da procèes L. L'aria del toreador secondo mia mamma era "Toreadòor sta atèint ch a paasa al tòor, al t sèelta adòos, a t triida i òos". Mentre il caro don Lino: "RADAMèES, RADAMèES... fióol d un caan d un Radamèes!” e “Menelìich licch licch e la regiina Taitù i iin la ruviina dla gioventù!” -

Annamaria Loschi (Carpi): “Mio padre, quando voleva che non dessi troppa fiducia a chi non ne meritava, per incapacità manifesta, diceva: "’Sa pretènnd èt da un cuul? 'Na romaanṡa? "

Luisa Pece (Bologna): “Nella mia città, un tenore tanti anni fa, durante l'aria - Quel vecchio maledivami - fece una stecca tremenda. E dal loggione: "Era Verdi per caso?"
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Usciamo da Carpi e dintorni per inoltrarci in ambiti più vasti, aggiungendo qualche commento in dialetto.
Spesso gli appassionati di musica lirica sono considerati seriosi, quando non addirittura noiosi.
Capita invece, e non di rado, che si divertano a leggere alcuni versi tratti dai libretti di opere piuttosto famose in un modo del tutto particolare, così da sfatare questo luogo comune di compassata austerità.
In alcuni casi se non si sconfina nella pornografia vera e propria, ci si imbatte in situazioni molto spinte, cariche di doppi sensi (voluti o meno) e di espressioni assai poco raffinare.
Alcuni musicisti, Rossini in primis, ma anche altri, erano dei buontemponi e sovente nei libretti mettevano delle frasi che si prestano a interpretazioni anche licenziose; altre volte è il melomane stesso che maliziosamente interpreta a suo modo una frase o anche qualche nota sul pentagramma.

Bene, cominciamo dall’icona della lirica italiana, Giuseppe Verdi, il quale nell’Otello, nella scena di furiosa gelosia che apre il III atto, quando Otello per la prima volta accusa apertamente Desdemona di tradirlo, mette in bocca (ehm…) alla poverina, che non sa di cosa è accusata, questa frase:
“Qual è il mio fallo?”
La reazione dal pubblico: "Séerca ind al brèeghi!"
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Restando a Verdi, nella “Battaglia di Legnano”, il librettista Cammarano a un certo punto se ne esce con un pruriginoso ”Or vanne… il fallo svela”
Qualcuno potrebbe esclamare: “L è méi t èt cuàac'!
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Mentre in “Oberto Conte di San Bonifacio”, Solera, autore dei testi, per non essere da meno spara un “Vede il tuo fallo e freme ”.
Il dubbio è: Tròop cicch o tròop gròos?
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Bellini dà a “Norma” una luce sessualmente ambigua, peccando anche di un eccessivo moralismo, quando la costringe a esclamare: “Si emendi il mio fallo, e poi si mora.”
Esagerèeda!
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Passiamo a Puccini e alla sua sanguigna e sensuale eroina Tosca; prima della celeberrima aria “Vissi d’arte”, nella sembra cedere al ricatto sessuale del perverso Barone Scarpia per salvare l’amato Cavaradossi, l’orchestra suona queste note, non profetiche... però: ♪♫♪ SI, SI, LA DO ♪♫♪. Mò a nn éera mìa véera!
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“Adriana Lecouvreur”, l’eroina di Cilea, invece è perplessa dall’aspetto inquietante dei suoi residui biologici, tanto da esclamare: “Giusto Ciel, che feci!” … la mardòuna!
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Il vecchio Silva, in “Ernani” di Verdi è preoccupato che il romantico bandito abbia problemi di impellenti urgenze interiori, e non esita ad apostrofarlo con un perentorio: “Ecco la tazza... scegli!” Fa in fuuga! S te póo!
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Mozart, o meglio il librettista Marco Coltellini, nell’Opera “La finta semplice” presenta questa frase nel dialogo tra Cassandro e Fracasso (sic!):
“Fremo, ohimè, dalla paura, ei m’infila addirittura!" Òccio… umòun!
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L’aria “Or la tromba” dal “Rinaldo” di Handel pare indicare una veemente azione successiva. Dàai… mò!
Ma anche Rossini sembra rispondere opportunamente in "Ermione" con un bel: "Troia, qual fosti un dì!" Spucaciòuna èd ’na melnètta!
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Concluderei questo bizzarro viaggio operistico citando una aforisma di Oscar Wilde:

“Mi piace la musica di Wagner più di ogni altra cosa. È così rumorosa che si può parlare per tutto il tempo senza farsi sentire dagli altri. È un grande vantaggio.”

Essere figlio di nessuno e non contare nulla - CARPI - dialetto carpigiano - Mauro D'Orazi



Prima stesura 11-03-2015                                                                      V07 del 14-03-2015

Essere figlio di nessuno e non contare nulla
di Mauro D’Orazi

Ecco vari modi di dire per definire una persona offesa per essere stata sottovalutata o non considerata.

Mò mé chi suun ia? Al fióol dal pòover sugamàan?
Èsser al fióol dal pòover sugamàan: persona maltrattata da tutti o/e figlio di padre ignoto. L'asciugamano a cui ci si riferisce è quello usato da una prostituta a fine lavoro e... non cambiato spesso. Ciò porta a possibili paternità al quanto incerte.
Mentre un sugamàan è una persona che non dà affidamento e capace di nequizie.
L è un sugamàan móoi ; è un asciugamani bagnato; è una persona indolente e sgradevole.
Ci sono poi tantissime varianti eccone alcune:
al fióol èd nisùun?
... al fióol èd la schifóoṡa?
... al fióol dla brutta schifòoṡa?
... al fióol dal schifóoṡ 
... la fiòola dal bidèel o dla bidèela
... al fióol dal putt (è vansèeda dla mnèestra d aiéer. Daa la al putt!)
... al fióol dla schiava Iṡaura?
Interessante questo neologismo per altro già tramontato. La schiava Isaura (Escrava Isaura) è una telenovela brasiliana fra le più famose del mondo prodotta da Rede Globo nel 1976, la primissima telenovela trasmessa in Italia).

Tè te nn ii nisùun, aansi al sio èd nisùun.
E mè chi suun ia, al fióol dla sèerva?  E io chi sono? Forse il figlio della serva? 
... al fióol dla sèerva èd Mariàan
... al fióol éd Caciini
... al fióol dal préet
Mò a gh éera aanch la sèerva dal caplàan (ch l à faat un ṡbaali!).
C’era anche la serva del cappellano (che fece uno sbaglio!)

Chi suun ia mè? La fiòola èd dàai e dàai!
Chi sono io ? La figlia del dai e dai!

A n suun mìa fióol d mill fraanch!: non sono mica figlio di mille lire; non mi faccio allettare da un'offerta così misera!

‘Sa suun ia al fiòol dal sòop Bèeṡla! Sono forse io il figlio dello zoppo Besla?
Bèela è una forma arcaica del nostro dialetto che significa mento: ’na bèela bèeṡla  è un mento pronunciato. Oggi si usa invece il diminutivo baslètta che indica sempre il mento.
Chissà chi era questo disgraziato personaggio… povero, zoppo e con un mento molto di considerevole lunghezza?  Certo uno vissuto realmente, forse almeno un paio di secoli fa, che era conosciuto con questo curioso scutmàai.

Aggiungo altri modi di dire, su tematiche simili.
Al fióol dal più ṡvéelt (d 'na coperatiiva): figlio del più svelto (d'una cóoperativa); sono espressioni maligne, quando si vuole indicare una persona dalla paternità dubbia, facendo riferimento alla presunta "leggerezza" o ampia disponibilità della madre.
I fióo d Suléera, chi s i fa s i léeva!: i figli di Soliera (o Solieri????), chi li mette al mondo li deve fare crescere! A nn éera mìa dificcil, ind i tèimp pasèe, che la ragazza-madre si presentasse a casa dell’ “impollinatore" sposato, pèr fèer èggh vèdder al "fióol d Suléera".

Vedendo uno che, di solito malvestito, è tutto tirato a festa, si può dire : "Te m pèer al fióol d un caan  d un sgnóor!” Mi sembri il figlio di un cane di un signore.

La frase ironica “Mò gniint, Sapètt!" stava a significare una situazione o un fatto accaduto molto grave al quale però, verbalmente, si voleva dare un modesto o insignificante valore, negando una più che evidente, ma imbarazzante realtà. Ma la spiegazione più vera sembra che fosse riferita al frutaróol Sapètt, che aveva il banco in Piazzetta; costui era solito pronunciare questa frase per illustrare alla gente l’ottima mercanzia che aveva in vendita e il prezzo estremamente conveniente

Altre versioni, nelle quali si scatena la fantasia popolare: c’era un contadino, tale Sapètt, con stalla, che portava il latte al casaro. Questi controllava che tutto fosse in regola. Un giorno vide qualcosa di strano e lo rinfacciò al contadino, il quale per minimizzare, si giustificò dicendo: “Mò gniint, ‘na bussca ind al laat! " Il casaro di rimando: “Mò l è un gaat mòort, Sapètt!”

Ancora: “Mò gniinta caṡèer, l’è ‘na busca ind al sèer (siero)!”  

Modi di dire sul pane - Carpi - dialetto carpigiano - Mauro D'Orazi



Prima stesura 07-03-2015                                          V09 del 14-03-2015
aggiunte alla Ricerca sul Pane – altri modi di dire sul pane

Mé a faagh paan pèe mé count

                                                                       di Mauro D’Orazi

A paan e aaqua; a pane e acqua. Alimentazione ai limiti della sopravvivenza, presa in genere a simbolo di una punizione durissima. Può alludere al carcere come a un pessimo trattamento, di cui la privazione del nutrimento è l'immagine più immediata. In senso non punitivo, vale anche per indicare grandi ristrettezze economiche.
L'alimentazione a pane ed acqua rientrava fra le varie forme di punizione carceraria applicate fino a tempi non troppo lontani. Anche: tenere a pane e acqua; andare avanti a pane e acqua; vivere di pane e acqua; mettere a pane e acqua.

Paan al paan, vèin al vèin! Pane al pane, vino al vino! Significa essere molto franchi e diretti; dire le cose apertamente senza lasciare possibilità di malintesi, anche a costo di essere brutali.

L è al mé paan! È il mio pane! Essere espertissimi di un argomento specifico, che risulta essere molto familiare o gradito a una persona.

Èsser un paan pèers. Essere un pane perso. Costituire un investimento sbagliato, come il denaro che si spende per comperare del pane che poi finisce per essere sprecato o buttato via. Si dice anche di una fatica o di un lavoro inutile, che richiede sforzi e spese e che poi non danno frutto o guadagno. Può essere inoltre riferito a una persona che delude la fiducia accordatale, a chi non ammette i propri errori, a chi si rivela ostinato, e in generale a persone con cui si reputa che non valga la pena di perdere tempo.

Èsser un pcòun èd paan. Essere un pezzo di pare. Riferito a persona mite, indulgente, di carattere malleabile.

Te m fèe caschèer al paan d in maan! Mi fai cadere il pane dalle mani.
Scoraggiare, far perdere le speranze, l'interesse o la voglia di continuare. Riferito in particolare a una persona maldestra, o testarda, o sciocca, che agisce o si comporta in modo tale da far dubitare della possibilità di trarne qualcosa di buono, di correggerla, di insegnarle qualcosa e così via.

Guadagnèers al paan cun al sudóor dla fròunt. Lavorare per procurarsi il necessario per vivere. Si riferisce a una delle condanne pronunciate da Dio, quando cacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre per punirli del peccato originale.

Tóor (cavèer) al paan d in bòcca. Togliere il pane di bocca. Sfruttare qualcuno in modo subdolo inducendolo a fare grandi sacrifici e rinunce fino a impoverirlo.
Viceversa… tóors al paan d in bòcca, togliersi il pane dalla bocca, significa fare dei sacrifici per qualchedun altro.

I n gh àan gnaanch al paan. Mancare del pane; essere poverissimi, non avere nemmeno da mangiare.

Magnèer paan e sigòlla: mangiar pane e cipolle. Significa vere pochissime esigenze, oppure avere pochissimo denaro. Ciò fa sì che ci si accontenti del minimo indispensabile alla sopravvivenza. Essere molto poveri, non avere altro da mangiare che alimenti umili e di poco prezzo. Si usa il modo di dire anche indicare una scelta di vita che induce a rinunciare ai beni materiali piuttosto che a quelli spirituali considerati di maggior valore, spesso la libertà, l'indipendenza e simili.
Varianti:
Paan e sivòlla e la sò libertèe: ci si accontenta di poco, ma si è liberi.
A meṡdè paan e sivòlla, a la siira sivòlla e paan. A mezzogiorno e a cena… il menù è sempre quello!

Magnèer al paan a uff; mangiare il pane a ufo, a sbafo. Vivere alle spalle di qualcuno, farsi mantenere senza dar niente in cambio, senza lavorare.
L'espressione deriva dalla locuzione latina ad usum fabricae (destinato a essere utilizzato nella fabbrica), abbreviato in AUF. L'espressione latina veniva usata per contrassegnare i beni esentati da ogni dazio, perché, ad esempio, destinati ad opere della Chiesa cattolica e l'espressione nacque nel periodo in cui si rifaceva la Basilica di San Pietro. perché i materiali occorrenti godevano di particolari franchigie.

Magnapàan a tradimèint; mangiapane a tradimento. Significa vivere alle spalle altrui senza mostrare alcuna gratitudine.

Magnèer paan e velèin; mangiare pane e veleno. Essere infelici, perché rosi da risentimento, invidia, rancori e altre passioni negative che avvelenano l'esistenza. È fin troppo nota la battuta di Totò nel famoso film “Miseria e nobiltà” dove alla frase: “Qui si mangia pane e veleno!” – risponde con desolazione: “NO! Solo veleno! Solo veleno!”.

L à vindùu al siit pèr un pèes èd paan; ha venduto il podere per un tozzo di pane. A bassissimo prezzo, riferito in genere a un bene di grande valore che viene ceduto a poco da chi è spinto dal bisogno.
Anche… cumprèer quèel pèr un un pèes èd paan.

Al va vìa cóome al paan; si vende facilmente come il pane, detto di un articolo o di un bene molto richiesto.

L è bòun cóome al paan; è buono come il pane si dice di persona molto buona. L’è bòunA cóome al paan, dicesi invece con preciso riferimento a ragazza molto avvenente e formosa.

Paan e nóoṡ magnèer da spóoṡ. Il pane con le noci è un ottimo piatto energetico per giovani sposi.

Ché a s graamla e a n s fa paan! Qui si gramola e non si fa pane, non si conclude nulla. Anche: Graaml èt o fèe t paan? Con lo stesso significato.

Pulèinta e paan, magnèer da caan, o da vilàan. Polenta e pane, cibo da cani, o da villani.

Te negarèvv al paan ind l’òostia! Negheresti perfino la presenza del pane nell’ostia, da tanto che sei bastian contrario!

Fèer paan cun rèmmel e pàaia. Fare pane con crusca e paglia, quando c'è estrema miseria.
La migliore essenza: profùmm èd paan sóol faat. Profumo di pane appena sfornato.
Cun di graasie a n s fa mìa paan, a n s mètt mìa su la pgnaata. Con dei grazie non si fa pane, non si riempie la pignatta.

Paan, gabàan e bastòun pèr i caan. Pane, pastrano e bastone per difendersi dai cani, costituivano il bagaglio minimo e necessario dei un viandanti d’altri tempi.
Se si presta un po’ di attenzione a questo modo di dire e si approfondisce, ne esce un significato simbolico molto profondo sul “viaggio” dell’uomo.
Per un’esistenza attrezzata e consapevole ci sarò bisogno di cibo per sopravvivere in modo dignitoso, di una protezione dalle negatività esterne e dagli imprevisti e di un’arma sempre pronta per difendersi da chi ti vuole aggredire.

Paan, vèin e lèet mulṡèin. Pane, vino e un letto morbido.

Quàand a s gh à faam, è bòun aanch al paan sutt. Quando si ha fame è buono anche il pane da solo.

Paan e vèin e ’na cantèeda l’è salùtt pèr ’na giurnèeda. Pane, vino e un po’ di allegria, con una cantata, sono la ricetta giusta di buona salute per una giornata.

L è un paan imprestèe, un pane prestato, un favore da ricambiare. 

Fèer paan insèmm. Intendersi alla perfezione, come quando si prepara il pane insieme.

Chi gh à un bòun mistéer a maan, dapertùtt al tróova paan. Chi ha un buon mestieri a mano, trova pane dappertutto.

L’ à catèe paan pèr i so dèint
Paan e faam.
Sòtta la néev paan, sòtta l’aaqua faam.
La nèebia d mèers la fa daan, quèlla d avrìil la tóos al paan. La nebbia di marzo fa danno, quella di aprile toglie il pane.
Paan d un dè, vèin d un aaan e ’na ragaasa èd deṡdòot aan
A gh pièeṡ più la fiiga che al paan, gli piacciono più le donne del pane.
Taanti briiṡ(l)i i faan un paan tante briciole fanno un pane.
Chi gh à al paan a gh caal i dèint, chi gh à i dèint a gh caal al paan
Aan? Paan e salàam! Séemo J !
Trii paan, duu pròun: primma mè!
Un casadóor sèinsa caan l è cóome l òmm sèinsa paan. Un cacciatore senza cane è come l’uomo senza pane, non può farcela.
A gh ò spiuura sòtta i dèint. Daa m mò un grustèin!
Un filòun èd paan
S la nn è suppa l è paan bagnèe se non è zuppa è pan bagnato
Strasinèer al paan

Tipi di pane nei modi di dire:
Paan caṡalèin
Paan còumper
Paan ch al s desfà in bòcca
Paan còot
Paan còot in biàanch, pane poco abbrustolito, cotto in bianco
Paan brustlìi
Paan bèin alvèe, cun l alvadóor (lievito)
Paan chèeld
Paan sfròol
Paan frèssch
Paan sèech
Paan vèec’
Paan staladìi (estaradìi)
Paan d incóo
Pann duur
Paan d aiéer - spezzò il pane e disse: “Ma è di ieri?”
Paan radùu, gratèe
Paan brusèe
Paan sutt
Paan bagnèe
Paan cundìi
Paan (d)sèvved
Paan maṡèggn
Paan tamùggn
Paan cun al muiàan
Paan tiròun
Paan arvgnùu
Paan biòoṡ
Paan èd rimmel, èd remsóol, èd tutta farèina
Paan cun l'ùa
Paan da Nadèel
Paan dal Nèegus: è un vecchio dolce della tradizione, con cacao. In epoca fascista, anche pane autarchico.
Paan biscòot
Paan biscutèe
Paan comùun,  pane comune
Paan mantvàan, fraréeṡ, milanéeṡ, francèeṡ, tuscaan, pugliéeṡ, a l òoli, al laat, integrèel, ecc…
Paan néegher (triste ricordo di guerra)
Panna cundìi
Paan a l òoli
Paan scundìi

Paan magnée di Villiam Vecchi (San Giovanni in Persiceto): "Questo tipo speciale richiede una spiegazione. Nei tempi di miseria in paese c'era un forno unico che serviva per tutte le famiglie dove, generalmente una volta a settimana, si andava a fare il pane a turno. C'era una povera vedova con quattro figli che per sfamarli chiedeva in prestito il pane, che poi restituiva quando le riusciva a racimolare la farina e fare la sua cottura.
Un giorno si presentò a casa un tale che la cercava, trovando solo i bimbi, chiese: - Ragazùa, in du ela vostra medra? -
La risposta fu: -La mama l'è andeda a cósar al paan che em bèla magnèe - ".

Piero Pedroni (Fiorano): “Dai a cal caan ch a l maagna cal paan! A nn è mia paan, l è busilaan! Caan lèeder!" Dai a quel cane che mangia quel pane! Non è pane, è bensone! Cane ladro! Quasi una breve filastrocca.
***



Forme e tipi di pane:
Michètta, ruṡètta, mantvaana, carpṡaana, fóoia, maan, ciòopa lunnga, ciupèina, ṡbaglièe, mountasù, ṡbaafi, cruṡètta, uṡlèin, curnèin, tèera, naaster, ragnètt, filòun, savaata, tartaruuga, baulèin, grustèin, pagnòota, pagnutèina, panèin, bastunsèin, piùmma, ecc...

Per non parlare poi di chisóola, chissa, gnòoch, gnichìin, strìa sècca, strìa tènndra, gnòoch cun al ruṡmarèin, gnòoch cun la sivòlla, sfuìin, … ecc…

La benedizione di Pasqua - Carpi - Dialetto carpigiano - Mauro D'Orazi



La benedisiòun èd Paasqua
                                              
Al préet in primavéera tutt i aan,
primma èd Paasqua, al partiiva piàan pianèin
pèr dèer la benedisiòun ai parochiàan
e al fèeva al giir dal ca di cuntadèin.
Al gniiva in cumpagnìa dal sò sagrestàan
e al gh iiva al ṡabariòot, un parulèin
piin d aquasaanta, un piccol pnèel in maan
pèr sprichèer la d atóorna e di santèin.
Al benediiva i putèin, i ṡóoven, i nòon,
la campaagna, al pulèer, la staala e i ciùuṡ
e intàant ch l andèeva al dgiiva agl’urasiòun,
in tutt’èl caambri e dèinter a tutt i buuṡ.
Al reṡdóor l armagniiva ind un cantòun
cun al capèel in maan e un pòoch confùuṡ.

di Bianca Pelloni (maestra Carpi 1990 ca)

Tipi di donna e di persona nel dialetto carpigiano - Mauro D'Orazi - Carpi



Stesura iniziale dic 2014                                                                      V02 del 18-02-2015
Dònni e Persòuni
di Graziano Malagoli
DONNE

1.                                            Donna alta cavalòuna, stangòuna.
2.                                            Donna alta e brutta carampaana.
3.                                            Donna anziana vèecia.
4.                                            Donna poco attraente pùa.
5.                                            Donna bassa ● bascomèed
6.                                            Donna birichina ● pulpètta
7.                                            Donna brutta caraafa.
8.                                            Donna capricciosa cagniina da lusso (lett. cagnolina da lusso).
9.                                            Donna senza curve ● tuléer.
10.                                         Donna dimessa ciòosa.
11.                                         Donna giunonica dunlòun, dunlòuna, vagòun.
12.                                         Donna capace di governare la casa dònna d ca (lett. donna di casa).
13.                                         Donna maritata di aspetto e carattere non definibile spuṡlòota.
14.                                         Donna perfida e sfrontata ṡghiirbia.
15.                                         Donna pettegola sparpèttla.
16.                                         Donna piccola e graziosa dunlèin.
17.                                         Donna pigra e tonta sonàambula.
18.                                         Donna da poco dunlètta, dunlèera.
19.                                         Donna dalla numerosa procreazione cunìa, dònna da fióo (lett. donna da figli).
20.                                         Donna robusta pagnutòuna.
21.                                         Donna scialba e bigotta pitòoca, pituchiina.
22.                                         Donna senza scrupoli, avida sanguèttla.
23.                                         Donna dal sedere maestoso culòuna.
24.                                         Donna di brutte sembianze befaana, caraafa.
25.                                         Donna sensuale fèmmna.
26.                                         Donna di servizio dònna.
27.                                         Donna sessulamente molto attiva ciavadóora, gusadóora,
                                                                              ch a gh piéeṡ l articcol (lett. cui piace l’articolo).
28.                                         Donna sguaiata carampaana.
29.                                         Donna affetta da sonnambulismo sonàambula.
30.                                         Donna superficiale e volubile farfalèina.
31.                                         Donna tosta e petulante ṡbergniffla.
32.                                         Donna truccata in modo vistoso puppla.
33.                                         Donna vana e leggera fraschètta.
34.                                         Donna vanitosa e frivola sivèttla.
35.                                         Donna dal viso scarno e ossuto chèevra.
36.                                         Donna vistosa gnòoca, tòopa.


PERSONE

1.                                            Persona abbiente sgnóor, sgnurètt, benestàant, uun ch al gh à dal sùo
                            (lett. uno che ha del suo), uun ch al póol diir e fèer (lett. uno che può dire e fare).
2.                                            Persona di scarsa abilità bidòun, bròoch, meṡaséega, intrighèe, iṡdìi, flinnga.
3.                                            Persona accomodante panèeda.
4.                                            Persona adulatrice lecacùul, lechìin, rufiàan, lecapée.
5.                                            Persona adulta graand.
6.                                            Persona poco affidabile nuvvla.
7.                                            Persona aggressiva, brutale violèint.
8.                                            Persona allegra e bizzarra mataciòun, maturlàan, maacia, macètta, matùss, nummer.
9.                                            Persona alta e magra camèel, lanternòun, pèerdga, perdgòun, spaveintapaaser,  
                                                                  spi(r)lungòun, picca, fuuṡ, cavalòun, ṡgambirlòun, stangòun.
10.                                         Persona alta e robusta giandòun.
11.                                         Persona altezzosa cagòun, cagaròot, mardlèint.
12.                                         Persona ammodo uun a móod, uun pèr bèin (lett. uno per bene),
                                                              uun a pòost (lett. uno a posto).
13.                                         Persona di animo cattivo caan, caancher, brutt sogèet (lett. brutto soggetto),
                                                           brutt arnéeṡ (lett. brutto arnese), brutta persòuna (lett. brutta persona),
                                                       brutt individdev (lett. brutto individuo).
14.                                         Persona d’altri tempi, all’antica s.m. antiquàari, parucòun.
15.                                         Persona anticlericale magnapréet.
16.                                         Persona apatica papafrèdda, papèina frèdda (lett. pappina fredda).
17.                                         Persona approssimativa, sconclusionata butalà, bastachsìa.
18.                                         Persona arrendevole chelabrèeghi, dóols, panèeda.
19.                                         Persona arrogante e insolente chegadùur.
20.                                         Persona astuta e ribalda gàino.
21.                                         Persona attaccabrighe tacagnìin, litighìin, litigòun.
22.                                         Persona poco attendibile becalùa, farabulàan, ciavadaari.
23.                                         Persona avara pèala, pióoc’, rèssca, léeṡna, rabèin, pitòoch, braas cuurt (lett. braccio corto),
                                                         arpìa, cuurt èd maandga (lett. corto di manicha).
24.                                         Persona che bacia tutti ṡbaṡuclòun.
25.                                         Persona baffuta ṡbafiìn, ṡbafiòun.
26.                                         Persona che emette bava ṡbavṡèint, ṡbavṡèe, ṡbavaṡòun.
27.                                         Persona col vizio del bere puòos, imberiagòos, puìini, puètti.
28.                                         Persona dalla bestemmia facile biastmadóor, ṡmadunadóor.
29.                                         Persona bigotta catubòun, ciṡulèer, bigòot, cergòun.
30.                                         Persona bizzarra saagoma, originèel, nummer, fantaṡióoṡ, strampalèe.
31.                                         Persona bonacciona gnucòun, panadòun.
32.                                         Persona boriosa e insopportabile balòun infièe, caclòun, merdòun, mardòun, séemo,
                                                                                  ṡbregavéerṡi.
33.                                         Persona brontolona bruntlòun, barbatlòun, òorghen, urganòun da céeṡa
                                   (lett. organo da chiesa), pgnaata d faṡóo (lett. pignatta di fagioli), brangugnòun, lamintòun.
34.                                         Persona brutta e sgraziata ṡgóorbi, cèeso.
35.                                         Persona bugiarda ciavadaari, fintòun, fèels, fèels cóome èl pistòoli di ṡbirr
                                                               (lett. falso come le pistole degli sbirri), fèels cóome Giùuda
                                                           (lett. falso come giuda), comediàant, falsaari, falsòun. balissta,
                                                           bumbardéer, buṡiardòun, ciavadaari, còuntabaali.
36.                                         Persona calva plèe.
37.                                         Persona di campagna vilaagio, arióoṡ, biirto, cuntadèin, campagnóol, contaado.
38.                                         Persona dal canto facile cantarèin.
39.                                         Persona caparbia masuclòun, ciuldòun, ciòold, testòun, sturlòun, tignòun.
40.                                         Persona coi capelli incolti gnagnòun.
41.                                         Persona coi capelli lunghi caplòun.
42.                                         Persona dai capelli biondi biundèin.
43.                                         Persona dai capelli rossi rusèin.
44.                                         Persona di carattere chiuso e incostante muṡòun, grugnòun.
45.                                         Persona di carnagione scura mòor, murètt, murèin.
46.                                         Persona cattiva cativèeria.
47.                                         Persona cavillosa tachètta, rampèin, tacagnìin, tacagnòun.
48.                                         Persona dalla chiacchiera facile ciacaròun, bablòun, ṡbavṡèe, ṡbraiòun, s-ciòop vóod
                                               (lett. schioppo vuoto), ṡirunṡòun, caan da paièer (lett. cane da pagliaio), trumbòun,
                                            ṡbersaiòun, fanfaròun, bacaiòun, ciarlatàan, trumbètta, tròmmba,
                                            mataciòun, maturlàan.
49.                                         Persona civettuola e vanitosa spricc’, spricìin.
50.                                         Persona confusionaria caṡinissta, taramplòun, sapèel, saplòun.
51.                                         Persona contraria per principio arvèers.
52.                                         Persona convivente melmaridèe.
53.                                         Persona che copia gli altri cupiòun.
54.                                         Persona corpulenta paniròun, badilòun, bernardòun, panadòun.
55.                                         Persona poco credibile piasaróol, brutaghiggna.
56.                                         Persona credulona e ingenua cherdinsòun, mèerel, pulaaster, quàai.
57.                                         Persona cretina cretinètti.
58.                                         Persona amante delle critiche criticòun, arvèers.
59.                                         Persona curiosa braghéer, braghiròoli, ṡberluciòun.
60.                                         Persona restia a pagare i propri debiti schivadéebit.
61.                                         Persona debole, magra e minuta ciuighìin, scarnìcc’, meṡaséega, scurṡèin, becamòort,
                                                 bechìin, buṡèer, ramòun. fachìin da rimmel (lett. facchino da crusca), bacalà.
62.                                         Persona che chiede in continuazion denaro limma sóorda.
63.                                         Persona denutrita pèela e òos (lett. pelle e ossa), paìina.
64.                                         Persona depressa straas, straas da lavèer ṡò (lett. straccio da lavare giù).
65.                                         Persona che desidera tutto ciò che vede vuìini.
66.                                         Persona diabolica dièevel, demòoni.
67.                                         Persona difficile da affrontare òos duur (lett. osso duro), sacramèint, caancher.
68.                                         Persona senza fissa dimora beduìin, sinngher.
69.                                         Persona disonesta infàam, faacia da lèeder (lett. faccia da ladro), bòun da gniinta (lett. buono da nulla).
70.                                         Persona disordinata nel vestire sinngher, stremnèe, traṡandèe, arufòun, sapèel.
71.                                         Persona disperata derelìtt, dispèerèe.
72.                                         Persona dispettosa pugnètta, simmia.
73.                                         Persona dispotica sergìint.
74.                                         Persona distinta, con portamento signorile sgnóor.
75.                                         Persona dissoluta scustumèe.
76.                                         Persona che corteggia assiduamente le donne luṡertlòun, figaróol, dunlèer, galusster,
                                                                                              ṡacadóor da dònni (lett. sdraiatore di donne).
77.                                         Persona dotta enciclopedìa, profesóor.
78.                                         Persona eccentrica tiip da spiàagia (lett. tipo da spiaggia), tipètt.
79.                                         Persona eccezionale uun fóora dal comùun (lett. uno fuori del comune), fenòomen.
80.                                         Persona egoista e sventata sturlòun.
81.                                         Persona particolarmente elegante figurèin, parigìin, milurdèin, stimlèin,
                                             ṡgarṡarèin, tirèe a luccid (lett. tirato a lucido), mafióoṡ, muscardèin, spumèin.
82.                                         Persona esaltata muntèe, gaṡèe.
83.                                         Persona dall’espressione sinistra cèffo.
84.                                         Persona dalla faccia tosta gnatòun.
85.                                         Persona facilona cherdinsòun, facilòun.
86.                                         Persona falsa e maliziosa brèeṡa ṡmòorsa (lett. brace spenta).
87.                                         Persona famosa celebritèe.
88.                                         Persona fastidiosa tidiadóor, impiàaster.
89.                                         Persona fatua e incostante farfalòun.
90.                                         Persona che non sta mai ferma frulèin.
91.                                         Persona festaiola e crapulona ṡbaracadóor.
92.                                         Persona dal fischiettare facile s-ciflarèin.
93.                                         Persona dal fisico imponente pistulòun, marcantòoni, sandròun, bernardòun,
                                       stornèel, stracantòun, turtlòun, tortèelo, vagòun, stagnadòun, umòun, pagnutòun,
                                     paniròun, stornèelo.
94.                                         Persona flemmatica pogiapiàan.
95.                                         Persona fortunata cuul ròtt (lett. culo rotto), ròtt in cuul (lett. rotto in culo),
                                                                culatòun, furilòun.
96.                                         Persona freddolosa fredoliini.
97.                                         Persona frettolosa fughiini, ṡmaniìn(i), ṡgagiadèin.
98.                                         Persona frivola e burlona buratèin.
99.                                         Persona che racconta frottole bumbardéer, balissta, ciavadaari.
100.                                     Persona furba dritt(o), vulpòun.
101.                                     Persona galante cavaléer.
102.                                     Persona giovane ṡóoven.
103.                                     Persona che è spesso in giro ṡgirandlòun.
104.                                     Persona goffa e impacciata salàam, imbalsèe.
105.                                     Persona grassa budlòun, pacianòun, pansòun, faṡulòun, ciciòun, pgnatòun,
                                                     laṡagnòun, stagnadòun, tripòun, turtèel, turtlòun, ciupòun, panduròun, paniròun.
106.                                     Persona grassa e piccola paciàana
107.                                     Persona grezza, grossolana ignorantòun, ignorantàas, materialòun, panadòun,
                                                          patanòun, pistulòun, sfatasòun, baciarlòun, tróoṡ, patanòun, giandunàas.
108.                                     Persona ignorante sèppa, ignorantàas.
109.                                     Persona impacciata nei movimenti incarusìi, puciòun.
110.                                     Persona importante papaaver, caan gròos (lett. cane grosso), pèes gròos
                                                                 (lett. pezzo grosso), pèes da novaanta (lett. pezo da novanta),
                                                            caan d un sgnóor (lett. cane di un signore).
111.                                     Persona impotente béega fiàapa (lett. pene moscio).
112.                                     Persona inaffidabile e maldestra scavesacàan.
113.                                     Persona incapace, maldestra bòocia pèersa (lett. palla persa), pelegrèin, caan, cagnàas,
                                                               cagnòun, incapàas, ravanèel, scarpòun, taramplàan, taramplòun,
                                                             diṡaaster, farlòoch, farlùcch, bròoch, imbranèe, incapàas, indurmintèe,
                                                             sèppa, falìi, dormalòora, meṡaséega, saplòun, s-ciòop scaaregh
                                                             (lett. schioppo scarico), flinnga, s-ciàapa, sfatasòun, puciòun,
                                                            papamòola, róoda ròtta (lett. ruota rotta), caiòun vistìi da dutóor
                                                              (lett. stupido vestito da dottore).
114.                                     Persona dai grossi incisivi dintòun.
115.                                     Persona incoerente stremnèe.
116.                                     Persona incolta ṡulù, analfabéeta, ignoràant.
117.                                     Persona costantemente indecisa chegadubbi, sunadóor, tamplòun, tiremòola, tirindrée,
                                                    lunaari, frenadóor, ancuanòun, paaser in grònnda (lett. passero in gronda),
                                                   ciapamòsschi, ciocapiàat, squasamarlètti, baciùcch, sturlanuvvli, pigòos,
                                                 traplòun, mèeṡ e mèeṡ (lett. mezzo e mezzo).
118.                                     Persona incostante vulòot, farfalòun, sunadóor, tèesta alṡéera (lett. testa leggera).
119.                                     Persona indisponente bastòun mèerd (lett. bastone sporco di escrementi), bastòun da pulèer
                                                  (lett. bastone da pollaio), merdlèina, stròuns mèel caghèe (lett. stronzo male cacato),
                                                          urtiiga, urtigòun.
120.                                     Persona di indole semplice, bonaccione gnucòun.
121.                                     Persona indolente e flemmatica pogiapiàan, fiacòun, lungagnàan, lungagnòun, barbagiàan,
                                                                                    fiapòun, laṡagnòun, gnagnòun, lilòun, pigròun, dormalòora.
122.                                     Persona ingenua pèss, péever, pulaaster, mèerel, cherdinsòun, tortorèelo.
123.                                     Persone inseparabili cuul e patàaia (lett. culo e camicia).
124.                                     Persona insistente, assillante martèel, ciòold, féerla, ciuldòun, vióola.
125.                                     Persona costantemente insoddisfatta màai cuntèint (lett. mai contento),
                                                      ch a n gh va màai bèin gnnint (lett. che non gli va mai bene niente).
126.                                     Persona insopportabile pièega, òorghen, piàatla, préeda, impiàaster.
127.                                     Persona insulsa, insignificante macaròun, uun dsèvved (lett. uno insipido),
                                                                         limòun sèinsa suugh (lett. limone senza sugo).
128.                                     Persona poco intelligente suchètt, sucòun, masuc(l)òun, nèssi, tambàan.
129.                                     Persona intrattabile e malvagia caancher, asidèint.
130.                                     Persona ipocrita, simulatore gaata muggna, guerdabàas, senaari, fèels, fintòun, puligaana.
131.                                     Persona facile al lamento piangeràai, bruntlòun, gnulòun, lamintòun, piutlòun,
                                                                          pianghlòun, lunaari.
132.                                     Persona lenta nell’apprendere i(n)ṡdìi, insònni, dormalòora.
133.                                     Persona dal linguaggio volgare bucalòun.
134.                                     Persona litigiosa tachètta, pugnètta, taraghiggna, tacalìit, tacagnìin, tacagnòun.
135.                                     Persona di basso livello gerarchico sottcaldéera.
136.                                     Persona logorroica ṡirunṡòun, ṡigunṡòun.
137.                                     Persona magrissima saraaca, stècch.
138.                                     Persona affetta da più malattie vere o presunte simitéeri, marsòun, murtòori, ramòun,
                                                                                                        ròoca, rutàam, ferlòun, scòos, ramòun.
139.                                     Persona maldicente melalinngua.
140.                                     Persona maleducata meleduchèe, screansèe, vilàan.
141.                                     Persona maleodorante sunadóor, spuslintòun.
142.                                     Persona malfidata melnetèin, serpèint, trafichìin, tragatèin, brutt elemèint
                                                            (lett. brutto elemento), brutt sogèet (lett. brutto soggetto), taraghiggna,
                                                       bòun da gniinta (lett. buono da niente), imbruiòun, dièevel, diavlàas, tróoia,
                                                      brèeṡa cuèerta (lett. brace coperta), saràaf, sarafòun, filibustéer, farabùtt,
                                                      bòuna laan (lett. buona lana), birbànt, birbòun.
143.                                     Persona malvagia capàas de tutt (lett. capace di tutto), tróoia.
144.                                     Persona eccessivamente attaccata alla mamma mamòun.
145.                                     Persona gran mangiatore e bevitore ludròun, ruscaróola, spalutadóor.
146.                                     Persona matura òmm faat (lett. uomo fatto).
147.                                     Persona maturo dongiovanni sivetlòun, farfalòun.
148.                                     Persona che ha poca memoria scurdòun, ṡmindgòun.
149.                                     Persona col mento pronunciato baṡlòun.
150.                                     Persona del meridione taròun, teròun, maruchìin.
151.                                     Persona meticolosa, scrupolosa preciṡiini, ròogit.
152.                                     Persona senza mezzi di sostentamento disperèe, spacèe, mòort èd faam
                                                                                            (lett. morto di fame).
153.                                     Persona col moccio al naso candlòun, miclòun.
154.                                     Persona molesta raaṡa, spacabbali, spacamaròun, roumpamaròun, roumpacaiòun,
                                                               tridamaròun, fiacadóor, galavròun, trapèel, scuasamarlètti, scuasabaali.
155.                                     Persona noiosa piòola, bóorsa, fapèeṡ, bèerba, bursètta, bursòun, murtòori, pièega, piàatla,
                                                          piatlèina, pianghlòun, piagnòun, piagnuclòun, piaghiina, piiva, pivòun, sóolfa,
                                                      urganòun, gnòola, bursètta, murtòori, lunaari, impiàaster, ruṡaari,
                                                      tiddi, tidiadóor.
156.                                     Persona nottambula biasanòot, visiàant, ṡbaracadóor.
157.                                     Persona non obiettiva fasióoṡ.
158.                                     Persona con occhiali da vista quatròoc’, ucialèin.
159.                                     Persona onesta galantòmm.
160.                                     Persona non del tutto onesta mèeṡ galantòmm (lett. mezzo galantuomo).
161.                                     Persona che ha un’eccessiva opinione di sé caciini, ṡbrufòun.
162.                                     Persona originale tiip, tipètt, nummer, originèel, sòocio.
163.                                     Persona ostinata e caparbia ciuldòun, mull, èeṡen, féerla, ferlòun, caribù, bricch.
164.                                     Persona ottusa castagnòun, mistuchìin, pitòoch, sagnùcch, bambaṡòun, sturlòun,
                                                               ucòun, duur da raader (lett. duro da grattugiare), mistuchìin.
165.                                     Persona oziosa fagnìint, vèggna ’n èeter (lett. venga un altro), michilàas.
166.                                     Persona che parla in fretta e malamente farfuiòun.
167.                                     Persona che parla lentamente e con difficoltà biasugòun, mutergnòun, sugamàan.
168.                                     Persona che parla a vanvera ● ṡbavṡèe, ṡbavṡòun, ṡbavṡèint.
169.                                     Persona di poche parole sugòun, òmm sutt (lett. uomo asciutto).
170.                                     Persona che passa per la strada pasàant.
171.                                     Persona perditempo gigiòun, gigiulòun, insacafumaana, sturlanuvvli, ciocabèech.
172.                                     Persona permalosa tignòun.
173.                                     Persona con grande personalità uun cun dla curtèeda (lett. una persona con vigore).
174.                                     Persona con poca personalità gigiòun, gigiulòun, bàambola, ch a n sa né d tè né d mè
                                                                                   (lett. che non sa né di tè né di mè).
175.                                     Persona pettegola e impicciona ● braghéer, tròmmba, trumbètta.
176.                                     Persona piagnucolosa piagnòun, gnulòun, piutlòun, pianghlòun, sigaiòun.
177.                                     Persona piccola e antiquata cintiṡmèin.
178.                                     Persona piccola e con le gambe storte ṡgavlòot.
179.                                     Persona piccola e grassoccia barilòot, raṡotèera, cuul baas (lett. culo basso), bascòomed,
                                           trambuciòot, galegiàant da pèss gaat (lett. gallegginate da pesce gatto), tracagnòot.
180.                                     Persona piccola e magra pasarèin, pistulèin, stumpaiìn, scricc’, scricìin.
181.                                     Persona pignola e meticolosa miṡurèin.
182.                                     Persona pigra e lenta pogiapiàan, dormalòora, dormèelo, pulintòun, dòober dòober,
                                                                   dorminpée.
183.                                     Persona da poco mèerda, mardlèina, merdòun, ripièegh, schèert, s-ciàapa, umarèel,
                                     umètt, bòun da gnnint, còddga, mamètt, pugnètta, mèeṡa séega. (lett. mezza sega).
184.                                     Persona presuntuosa e altezzosa cagòun, scagasòun, supiòun, ṡbregavéerṡi.
185.                                     Persona prodiga cunsumòun.
186.                                     Persona con pronuncia difficoltosa della s sislòun, sislòot.
187.                                     Persona poco pulita spurcaciòun, caclòun, merdòun, ṡgrinciòun, caclòun.
188.                                     Persona poco raccomandabile capitèel, brutt uṡèel (lett. brutto uccello), cèffo, furfàant,
                                                                                 brutt caancher (lett. brutto canchero), brutt elemèint
                                                                            (lett. brutto elemento), brutt arnéeṡ (lett. brutto arnese),
                                                                          brutt uṡvìi (lett. brutto attrezzo), bòuna laana (lett. buona lana),
                                                                            tróoia, canàaia, filibustèer, farabùtt, ṡbalèe, ṡbandèe, sòosi.
189.                                     Persona retta giùsst.
190.                                     Persona di riguardo òmm da paréer (lett. uomo da parere).
191.                                     Persona attenta al risparmio sparagnìin.
192.                                     Persona robusta, indistruttibile ròocia.
193.                                     Persona rozza e cocciuta cavròun, èeṡen, materialàas, salvaadegh, selvaadegh.
194.                                     Persona che rutta frequentemente rudgòun.
195.                                     Persona scaltra ligéera, filòun, gàino, sarafòun, vulpòun, dritt(o), faìina, filòun,
                                                           luṡertlòun, dritto.
196.                                     Persona scapestrata seltafòos, seltastrèeda, siagurèe.
197.                                     Persona sciatta e trasandata dorminpée, savatlòun, saclòun, ṡbrindlòun.
198.                                     Persona sciocca, ottusa bacalà, cucùu, cucch, pistòola, rèeva, succa, sedròun,
                                                                 ucaròot, ucaròun, baciarèel, bacióol, bilùcch, sedròun, mamalùcch, tanà.
199.                                     Persona sconclusionata strampalòun.
200.                                     Persona sconosciuta furastéer, ghiggna furastéera (lett. faccia forestiera), uun dèd vìa (lett. uno di via).
201.                                     Persona scontrosa e poco socevole ruṡgòun, sacramèint, salvaadegh, uṡvìi, bastòun mèerd (lett. bastone merdo), bastòun da pulèer (lett. bastone da pollaio).
202.                                     Persona scostumata melnètt, spurcaciòun.
203.                                     Persona senza scrupoli farabùtt, sanguèttla.
204.                                     Persona sedentaria frustascraani.
205.                                     Persona dal sedere grosso culòun.
206.                                     Persona con atteggiamenti da seduttore ṡgalṡarèin, ṡgarṡarèin.
207.                                     Persona sempliciotta mèerel, ṡèimpi, tarlòoch.
208.                                     Persona di sessualità dubbia mèeṡ e mèeṡ (lett. mezzo e mezzo), mèeṡ òmm (lett. mezzo uomo).
209.                                     Persona sessualmente molto attiva ciavadóor, gusadóor, mandrìll, stalòun, mulètta.
210.                                     Persona sfaticata fagnìint, gnagnòun, pogiapiàan, simpliicio, bigulòun, dorminpée, pelandròun, lilòun, lavatìiv.
211.                                     Persona che porta sfortuna, iettatore caìssta, curnaciòun, uṡèel dal melaugurri (lett. ucello del malaugurio).
212.                                     Persona che sfrutta gli altri ciuciòun.
213.                                     Persona sfuggente bissa, guerdabàas.
214.                                     Persona dallo sguardo fisso guerdafìss.
215.                                     Persona con velleità signorili sgnurètt.
216.                                     Persona sleale farabùtt.
217.                                     Persona smaliziata descantacaiòun, furbòun, vulpòun, furbaciòun, furbaaster, gàino.
218.                                     Persona smemorata scurdòun, ṡmindgòun.
219.                                     Persona smorfiosa caghìin.
220.                                     Persona poco socievole barbagiàan, muṡòun, sugamàan, sugòun, ruṡgòun,
                                                                        salvaadegh, selvaadegh.
221.                                     Persona sofisticata stimlèin, caghìin.
222.                                     Persona senza soldi boletaari.
223.                                     Persona sorda surdòun, campanèer, campanòun.
224.                                     Persona che spaccatutto squanternòun.
225.                                     Persona spietata maslèer, catìiv.
226.                                     Persona che si sporca facilmente sunṡòun, maciòun, patacòun, criclòun, bṡuntòun,
                                                                           grinciòun, padlòun, ruṡnintòun, muṡnintòun, melnètt, napoletàan.
227.                                     Persona sprecona cunsumòun, spindòun, strusiòun.
228.                                     Persona spregevole caròggna, carugnòun, brutt elemèint (lett. brutto elemento),
                                                                   pèes èd mèerda (lett. pezzo di merda), mèerda, vèerem, béegh,
                                                                    delinquèint, demòoni, depravèe, gropacrìsst.
229.                                     Persona spregiudicata marturèel, masasèet.
230.                                     Persona che sputa frequentemente scataròun, scarcaiòun, spudacìin, spudaciòun.
231.                                     Persona di alta statura giandòun, cavalòun, stangòun, perdgòun, pèerdga.
232.                                     Persona di bassa statura pistulèin, cuul baas (lett. culo basso), mèeṡa cartuccia
                                                                      (lett. mezza cartuccia), pipèin, pipètt, scaganàai, stumpàai, stumpaiìn,
                                                                        pipp, ṡgavlòot, taap, tapètt.
233.                                     Persona stramba e di poco conto mamètt, s-centrèe.
234.                                     Persona stravagante maturlàan, matùss, s-centrèe.
235.                                     Persona stupida caiòmmber, caiòun, ṡemiàan, ch a nn è mìa un chiilo
                                                           (lett. che non è un chilo).
236.                                     Persona di scarso successo deṡnóov.
237.                                     Persona sudicia criclòun, spurcaciòun, ṡbabiòun, ṡbabiasòun.
238.                                     Persona suscettibile e permalosa umbróoṡ.
239.                                     Persona superficialebarbaiòoch, buratèin, gabiàan .
240.                                     Persona che mastica tabacco tabacòun.
241.                                     Persona svelta e abile furètt.
242.                                     Persona che mastica tabacco tabacòun.
243.                                     Persona taciturna e burbera mutergnòun, muṡòun.
244.                                     Persona fuori di testa ṡbalèe, ṡbalestrèe.
245.                                     Persona testarda crucch, testòun, sucòun, bricch.
246.                                     Persona timida cunìi, péegra, dormèelo.
247.                                     Persona timorosa chegasòtta, pauriini, chelabrèeghi, fifòun.
248.                                     Persona tonta babalùa, badalùcch.
249.                                     Persona tosta e risoluta uun cun dla gròssta (lett. uno con della crosta).
250.                                     Persona traballante trabaléero, tripée.
251.                                     Persona trasandata e malvestita catèe, sinngher, ṡbrindlòun, scalcagnèe, scalcinèe.
252.                                     Persona truffaldina puligaana.
253.                                     Persona che è solita urlare ṡbraiòun.
254.                                     Persona vagabonda barbòun, vagabònnd.
255.                                     Persona vanitosa caghìin, cagaròot, ṡburòun, balòun infièe (lett. pallone gonfiato),
                                                           pavunsèin, scurṡòun.
256.                                     Persona vecchia e rimbecillita bacùcch.
257.                                     Persona verbosa ciacaròun, bablòun, bacaiòun, ṡbraiòun.
258.                                     Persona che non si vergogna di nulla sèinsa faacia (lett. senza faccia), sfasèe,
                                                                                            ch al gh à tutt èl ghiggni (lett. che ha tutte le facce).
259.                                     Persona che viaggia spesso viaṡadóor, ch al giira più che al Pèepa
                                                                                (lett. che gira più del Papa).
260.                                     Persona virtuosa saant.
261.                                     Persona con gravi problemi alla vista giurbiiga, giurbighìin, giurbigòun.
262.                                     Persona viva viiv.
263.                                     Persona vivace e petulante péever, salvaadegh, dièevel.
264.                                     Persona che vive alle spalle altrui magnapàan a tradimèint
                                                                                         (lett. mangiapane a tradimento).
265.                                     Persona volgare materialòun.
266.                                     Persona volubile vulòot, lunaari, maramàan.
267.                                     Persona zotica, primitiva ṡulù