martedì 17 marzo 2015

Modi di dire sul pane - Carpi - dialetto carpigiano - Mauro D'Orazi



Prima stesura 07-03-2015                                          V09 del 14-03-2015
aggiunte alla Ricerca sul Pane – altri modi di dire sul pane

Mé a faagh paan pèe mé count

                                                                       di Mauro D’Orazi

A paan e aaqua; a pane e acqua. Alimentazione ai limiti della sopravvivenza, presa in genere a simbolo di una punizione durissima. Può alludere al carcere come a un pessimo trattamento, di cui la privazione del nutrimento è l'immagine più immediata. In senso non punitivo, vale anche per indicare grandi ristrettezze economiche.
L'alimentazione a pane ed acqua rientrava fra le varie forme di punizione carceraria applicate fino a tempi non troppo lontani. Anche: tenere a pane e acqua; andare avanti a pane e acqua; vivere di pane e acqua; mettere a pane e acqua.

Paan al paan, vèin al vèin! Pane al pane, vino al vino! Significa essere molto franchi e diretti; dire le cose apertamente senza lasciare possibilità di malintesi, anche a costo di essere brutali.

L è al mé paan! È il mio pane! Essere espertissimi di un argomento specifico, che risulta essere molto familiare o gradito a una persona.

Èsser un paan pèers. Essere un pane perso. Costituire un investimento sbagliato, come il denaro che si spende per comperare del pane che poi finisce per essere sprecato o buttato via. Si dice anche di una fatica o di un lavoro inutile, che richiede sforzi e spese e che poi non danno frutto o guadagno. Può essere inoltre riferito a una persona che delude la fiducia accordatale, a chi non ammette i propri errori, a chi si rivela ostinato, e in generale a persone con cui si reputa che non valga la pena di perdere tempo.

Èsser un pcòun èd paan. Essere un pezzo di pare. Riferito a persona mite, indulgente, di carattere malleabile.

Te m fèe caschèer al paan d in maan! Mi fai cadere il pane dalle mani.
Scoraggiare, far perdere le speranze, l'interesse o la voglia di continuare. Riferito in particolare a una persona maldestra, o testarda, o sciocca, che agisce o si comporta in modo tale da far dubitare della possibilità di trarne qualcosa di buono, di correggerla, di insegnarle qualcosa e così via.

Guadagnèers al paan cun al sudóor dla fròunt. Lavorare per procurarsi il necessario per vivere. Si riferisce a una delle condanne pronunciate da Dio, quando cacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre per punirli del peccato originale.

Tóor (cavèer) al paan d in bòcca. Togliere il pane di bocca. Sfruttare qualcuno in modo subdolo inducendolo a fare grandi sacrifici e rinunce fino a impoverirlo.
Viceversa… tóors al paan d in bòcca, togliersi il pane dalla bocca, significa fare dei sacrifici per qualchedun altro.

I n gh àan gnaanch al paan. Mancare del pane; essere poverissimi, non avere nemmeno da mangiare.

Magnèer paan e sigòlla: mangiar pane e cipolle. Significa vere pochissime esigenze, oppure avere pochissimo denaro. Ciò fa sì che ci si accontenti del minimo indispensabile alla sopravvivenza. Essere molto poveri, non avere altro da mangiare che alimenti umili e di poco prezzo. Si usa il modo di dire anche indicare una scelta di vita che induce a rinunciare ai beni materiali piuttosto che a quelli spirituali considerati di maggior valore, spesso la libertà, l'indipendenza e simili.
Varianti:
Paan e sivòlla e la sò libertèe: ci si accontenta di poco, ma si è liberi.
A meṡdè paan e sivòlla, a la siira sivòlla e paan. A mezzogiorno e a cena… il menù è sempre quello!

Magnèer al paan a uff; mangiare il pane a ufo, a sbafo. Vivere alle spalle di qualcuno, farsi mantenere senza dar niente in cambio, senza lavorare.
L'espressione deriva dalla locuzione latina ad usum fabricae (destinato a essere utilizzato nella fabbrica), abbreviato in AUF. L'espressione latina veniva usata per contrassegnare i beni esentati da ogni dazio, perché, ad esempio, destinati ad opere della Chiesa cattolica e l'espressione nacque nel periodo in cui si rifaceva la Basilica di San Pietro. perché i materiali occorrenti godevano di particolari franchigie.

Magnapàan a tradimèint; mangiapane a tradimento. Significa vivere alle spalle altrui senza mostrare alcuna gratitudine.

Magnèer paan e velèin; mangiare pane e veleno. Essere infelici, perché rosi da risentimento, invidia, rancori e altre passioni negative che avvelenano l'esistenza. È fin troppo nota la battuta di Totò nel famoso film “Miseria e nobiltà” dove alla frase: “Qui si mangia pane e veleno!” – risponde con desolazione: “NO! Solo veleno! Solo veleno!”.

L à vindùu al siit pèr un pèes èd paan; ha venduto il podere per un tozzo di pane. A bassissimo prezzo, riferito in genere a un bene di grande valore che viene ceduto a poco da chi è spinto dal bisogno.
Anche… cumprèer quèel pèr un un pèes èd paan.

Al va vìa cóome al paan; si vende facilmente come il pane, detto di un articolo o di un bene molto richiesto.

L è bòun cóome al paan; è buono come il pane si dice di persona molto buona. L’è bòunA cóome al paan, dicesi invece con preciso riferimento a ragazza molto avvenente e formosa.

Paan e nóoṡ magnèer da spóoṡ. Il pane con le noci è un ottimo piatto energetico per giovani sposi.

Ché a s graamla e a n s fa paan! Qui si gramola e non si fa pane, non si conclude nulla. Anche: Graaml èt o fèe t paan? Con lo stesso significato.

Pulèinta e paan, magnèer da caan, o da vilàan. Polenta e pane, cibo da cani, o da villani.

Te negarèvv al paan ind l’òostia! Negheresti perfino la presenza del pane nell’ostia, da tanto che sei bastian contrario!

Fèer paan cun rèmmel e pàaia. Fare pane con crusca e paglia, quando c'è estrema miseria.
La migliore essenza: profùmm èd paan sóol faat. Profumo di pane appena sfornato.
Cun di graasie a n s fa mìa paan, a n s mètt mìa su la pgnaata. Con dei grazie non si fa pane, non si riempie la pignatta.

Paan, gabàan e bastòun pèr i caan. Pane, pastrano e bastone per difendersi dai cani, costituivano il bagaglio minimo e necessario dei un viandanti d’altri tempi.
Se si presta un po’ di attenzione a questo modo di dire e si approfondisce, ne esce un significato simbolico molto profondo sul “viaggio” dell’uomo.
Per un’esistenza attrezzata e consapevole ci sarò bisogno di cibo per sopravvivere in modo dignitoso, di una protezione dalle negatività esterne e dagli imprevisti e di un’arma sempre pronta per difendersi da chi ti vuole aggredire.

Paan, vèin e lèet mulṡèin. Pane, vino e un letto morbido.

Quàand a s gh à faam, è bòun aanch al paan sutt. Quando si ha fame è buono anche il pane da solo.

Paan e vèin e ’na cantèeda l’è salùtt pèr ’na giurnèeda. Pane, vino e un po’ di allegria, con una cantata, sono la ricetta giusta di buona salute per una giornata.

L è un paan imprestèe, un pane prestato, un favore da ricambiare. 

Fèer paan insèmm. Intendersi alla perfezione, come quando si prepara il pane insieme.

Chi gh à un bòun mistéer a maan, dapertùtt al tróova paan. Chi ha un buon mestieri a mano, trova pane dappertutto.

L’ à catèe paan pèr i so dèint
Paan e faam.
Sòtta la néev paan, sòtta l’aaqua faam.
La nèebia d mèers la fa daan, quèlla d avrìil la tóos al paan. La nebbia di marzo fa danno, quella di aprile toglie il pane.
Paan d un dè, vèin d un aaan e ’na ragaasa èd deṡdòot aan
A gh pièeṡ più la fiiga che al paan, gli piacciono più le donne del pane.
Taanti briiṡ(l)i i faan un paan tante briciole fanno un pane.
Chi gh à al paan a gh caal i dèint, chi gh à i dèint a gh caal al paan
Aan? Paan e salàam! Séemo J !
Trii paan, duu pròun: primma mè!
Un casadóor sèinsa caan l è cóome l òmm sèinsa paan. Un cacciatore senza cane è come l’uomo senza pane, non può farcela.
A gh ò spiuura sòtta i dèint. Daa m mò un grustèin!
Un filòun èd paan
S la nn è suppa l è paan bagnèe se non è zuppa è pan bagnato
Strasinèer al paan

Tipi di pane nei modi di dire:
Paan caṡalèin
Paan còumper
Paan ch al s desfà in bòcca
Paan còot
Paan còot in biàanch, pane poco abbrustolito, cotto in bianco
Paan brustlìi
Paan bèin alvèe, cun l alvadóor (lievito)
Paan chèeld
Paan sfròol
Paan frèssch
Paan sèech
Paan vèec’
Paan staladìi (estaradìi)
Paan d incóo
Pann duur
Paan d aiéer - spezzò il pane e disse: “Ma è di ieri?”
Paan radùu, gratèe
Paan brusèe
Paan sutt
Paan bagnèe
Paan cundìi
Paan (d)sèvved
Paan maṡèggn
Paan tamùggn
Paan cun al muiàan
Paan tiròun
Paan arvgnùu
Paan biòoṡ
Paan èd rimmel, èd remsóol, èd tutta farèina
Paan cun l'ùa
Paan da Nadèel
Paan dal Nèegus: è un vecchio dolce della tradizione, con cacao. In epoca fascista, anche pane autarchico.
Paan biscòot
Paan biscutèe
Paan comùun,  pane comune
Paan mantvàan, fraréeṡ, milanéeṡ, francèeṡ, tuscaan, pugliéeṡ, a l òoli, al laat, integrèel, ecc…
Paan néegher (triste ricordo di guerra)
Panna cundìi
Paan a l òoli
Paan scundìi

Paan magnée di Villiam Vecchi (San Giovanni in Persiceto): "Questo tipo speciale richiede una spiegazione. Nei tempi di miseria in paese c'era un forno unico che serviva per tutte le famiglie dove, generalmente una volta a settimana, si andava a fare il pane a turno. C'era una povera vedova con quattro figli che per sfamarli chiedeva in prestito il pane, che poi restituiva quando le riusciva a racimolare la farina e fare la sua cottura.
Un giorno si presentò a casa un tale che la cercava, trovando solo i bimbi, chiese: - Ragazùa, in du ela vostra medra? -
La risposta fu: -La mama l'è andeda a cósar al paan che em bèla magnèe - ".

Piero Pedroni (Fiorano): “Dai a cal caan ch a l maagna cal paan! A nn è mia paan, l è busilaan! Caan lèeder!" Dai a quel cane che mangia quel pane! Non è pane, è bensone! Cane ladro! Quasi una breve filastrocca.
***



Forme e tipi di pane:
Michètta, ruṡètta, mantvaana, carpṡaana, fóoia, maan, ciòopa lunnga, ciupèina, ṡbaglièe, mountasù, ṡbaafi, cruṡètta, uṡlèin, curnèin, tèera, naaster, ragnètt, filòun, savaata, tartaruuga, baulèin, grustèin, pagnòota, pagnutèina, panèin, bastunsèin, piùmma, ecc...

Per non parlare poi di chisóola, chissa, gnòoch, gnichìin, strìa sècca, strìa tènndra, gnòoch cun al ruṡmarèin, gnòoch cun la sivòlla, sfuìin, … ecc…

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