mercoledì 5 settembre 2012

Ruggero Bulgarelli, il ciclista della Magneti Marelli - Dialetto carpigiano - di Mauro D'Orazi - Carpi



Ruggero, 
 il ciclista della Marelli


                                di  Mauro D’Orazi   -  Carpi


da un’idea iniziale del 02-08-2012

                                                 v 37 del 22-11-2012






                                                   Ad Anna


Norme di trascrizione del dialetto

Le norme di trascrizione adottate dal
“Dizionario del dialetto carpigiano - 2011”
di Anna Maria Ori e Graziano Malagoli

Tabella per facilitare la lettura

a      a come in italiano                           vacca
aa    pronuncia allungata                         laat, scaat, caana

è  e aperta (come in dieci)                       martedè, sèccia, scarèssa, panètt, panèin
èe    e aperta e prolungata                      andèer, regolèeda, martlèeda, taièe
é      e chiusa (come in regno)                  méi, mé
ée    e chiusa e prolungata                      véeder, créedit, pée

i  i come in italiano                                 bissa, dì
ii      i prolungata                                   viiv, vriir, scalmiires, dii

ò      o aperta (come in buono)                pòss, bòll, brònnṡa, pistòun, dimònndi
òo    o aperta e prolungata                      scartòos, scatlòot, malòoch, tròop
ó      o chiusa (come in noce)                   tó, só, indó
óo    o chiusa e prolungata                      vóolpa, casadóor, móoi, óov, ṡóogh
u      u come in italiano                           parucca, bussla, dubbi, currer, fiùmm
uu    u prolungata                                   bvuuda, vluu, tgnuu, autuun, duu

c’      c dolce (come in ciao)                      vèec’ , òoc’
cc’    c dolce e intensa (come in faccia)      cucc’, scarnìcc’, cutècc’, palpùcc’
ch    c dura (come in chiodo)                   ṡbòcch, spaach, stècch
g’     g dolce (come in gelo)                     curàag’, alòog’, coléeg’
gg’   g dolce e intensa (come in oggi)       puntègg’, gurghègg’
gh    g dura (come in ghiro)                     ṡbrèegh, siigh

s      s sorda (come in suono)                  sèmmper, sóol, siira
ṡ      s sonora (come in rosa)                   atéeṡ, traṡandèe, ṡliṡìi

s-c    s sorda seguita da c dolce                s-ciafòun, s-ciòop, s-ciùmma, s-ciòoch












Ruggero, il ciclista della Marelli

                              di Mauro D’Orazi 

Ruggero Bulgarelli (1917-1982), padre di Anna, era uomo di fiducia della Filiale della Magneti Marelli di Carpi.
1940 ca La Filiale della Magneti Marelli a Carpi
Lo stabilimento sorgeva in angolo fra le strade attuali Viale Dallay e Via Ariosto, prima di essere assassinato da una politica edilizia sensibile solo alla volumetria; l’importante ditta nazionale era approdata a Carpi nel 1939 grazie al geniale concittadino Vico D’Incerti e come sede subentrò nello stabilimento dei Menotti dove si lavorava il truciolo, presente nella nostra città già dai primi del ‘900.

1944 In queste due immagini vediamo Ruggero Bulgarelli al lavoro alla Marelli di Carpi
Sul bavero della giacca fa bella mostra di sé lo stemma in metallo della ditta
Negli anni di guerra della Repubblica Sociale 1943-45 le comunicazioni e i trasporti erano molto precari e per la Marelli di Carpi era necessario avere un collegamento abbastanza frequente con la sede centrale di Milano.
Così Ruggero fu chiamato al compito di corriere, una mansione delicata e complessa, che ai nostri giorni appare piuttosto ardua e faticosa. Uno dei suoi compiti era quello di tenere il collegamenti fra le due sedi in … bicicletta, recapitando documenti, progetti di pezzi meccanici e quant’altro si poteva portare con un semplice mezzo a due ruote.
Aveva un illustre collega, di buona gamba, che svolgeva le sue stesse mansioni: il carpigiano Achille Grandi, che era stato campione mondiale di ciclismo dilettanti a Budapest nel 1928.
La distanza fra le città è di circa 170 km, con strade messe in una qualche maniera e pericoli di guerra costanti. Ma … pióov, néev o timpèesta (che piovesse, nevicasse o tempestasse), Ruggero, almeno due volte alla settimana, partiva alla mattina prestissimo, percorreva la Via Emilia e impiegava circa una mezza giornata per arrivare; idem il giorno successivo per tornare, effettuando il percorso inverso recando con sé con la corrispondenza di Milano per Carpi.
   
Usava una robusta bici dell’epoca, una Maino, attrezzata di borse e di quanto necessario per le riparazioni d’urgenza lungo la strada.
Il parafango dietro era pitturato di bianco per segnalare la propria presenza e rispondere agli obblighi dell’oscuramento di guerra in vigore dal 1940.
Obbligo del parafango dietro bianco
In più si portava pane, uova sode, ecc … per sostenersi durante il lungo viaggio e qualcosa da bere; per il resto avrebbe provveduto al meglio lungo la strada. “’Sa vóo t ch a sia? Cun vèint óov a s va e s a s viin“ Era solito dire scherzando. (Cosa vuoi che sia? Basta mangiare venti uova sode e si va e si torna)
L’Italia del nord era occupata dai tedeschi e anche solo girare in bicicletta non era cosa semplice e i controlli lungo la strada erano frequenti.
Addirittura a Carpi dopo alcune azioni di partigiani era anche vietato girare in bicicletta. Ecco di seguito i famosi manifesti del divieto di circolazione per le bici del 1944 e 1945, sono ancora vivi nella memoria della gente per la loro assurdità.

Dunque, per poter circolare in bici, anche per conto di una ditta con specifica produzione di guerra, Bulgarelli aveva dovuto farsi rilasciare, su richiesta della Marelli, uno speciale lascia passare dal Comando Tedesco a Bologna; un documento che doveva sempre portare con sé assieme alla carta di identità.
(Proprietà della figlia Anna Bulgarelli)
Ecco una foto che riproduce l’originale del raro certificato rilasciato a Ruggero Bulgarelli con il quale si dichiarava la sua appartenenza alla Marelli con compiti di collegamento da usarsi come lasciapassare (andata e ritorno da Carpi a Milano), redatto e firmato il 2 ottobre del 1944 del Comando Tedesco per gli armamenti e la produzione bellica di Bologna.
Il permesso conteneva precise indicazioni e limitazioni.

“Il lasciapassare in buona sostanza dice che il Sig. Bulgarelli Ruggero fa parte del personale di collegamento tra la Sede centrale della Magneti Marelli a Milano e la Filiale di Carpi. Gli viene permesso l'uso di una bicicletta vista la persistente difficoltà di effettuare viaggi e che essa a causa della sua mansione non può essere requisita. Il Sig. Bulgarelli non può essere utilizzato per nessuna altra mansione. Il documento vale solamente se accompagnato con il documento di identità del Bulgarelli stesso. (Traduzione di Andreas Voigt-La Spina e di Willer Varini)”

Via via che i mesi passavano i viaggi diventavano sempre più difficili e pericolosi; ad ogni rumore sospetto di truppe tedesche in movimento o aerei, Ruggero era svelto a buttarsi con tutta la bici in un fossato o a nascondersi in qualche riparo.
Anni ’40 - Surreale immagine di Via Giordano Bruno (Tèeranòova o L’Ùltma),
dove abitava Ruggero Bulgarelli a destra, a circa a metà altezza nella foto
- notare le tre moto e in fondo la vista di San Rocco

Era molto preoccupato quando, poco prima dell’alba di domenica 22 aprile, era partito da Carpi; l’incertezza e la paura attanagliava il cuore della gente, dopo quattro anni di guerra e due di occupazione.
Lunedì 23 aprile era ripartito di buon’ora da Milano per rientrare, nella borsa pochi documenti, quasi un giro a vuoto. Pedalava più veloce del solito, quasi avesse un presentimento … Lodi, il Po coi posti di blocco, Piacenza, Parma … via, via verso casa. Quando di pomeriggio nei pressi di Reggio Emilia vide da lontano da sud sopraggiungere una colonna di camion pieni di soldati.
I Tedeschi!! Ancòrra! Ch a gh vèggna ’n asidèint!” pensò subito col cuore in gola. Smontò lesto della fida bicicletta e … (lo avrebbe poi raccontato mille volte) poi: ”Vvvvmmm … Ṡò ind al fòos!” (si buttò nel primo fosso disponibile fra il verde e le sterpaglie, lontano dalla strada).
VRrrrr Rrrrr … VRrrrr Rrrrr … La colonna lentamente si avvicinava e finalmente arrivò alla sua altezza. Il nostro, pèr vèdder ’sa sucediiva, cun la tèesta apèina apèina fóora (per vedere cosa succedeva, con la testa che si era sporto il minimo indispensabile). Cun sóol ’n ucìin pèr dèd fóora (con un occhietto fuori dal ciglio dell’arginello), sbirciò con prudenza i mezzi in movimento e a un certo punto, osservando e ri-osservando la faccia di uno dei soldati, esclamò esterrefatto e sbalordito:
Zio bòun ! Mò l è néegher!” (ma è nero!).
Erano arrivati gli americani! Sé Dio vóol!
**
Vista la zona, potevano essere gli uomini della 92° divisione Buffalo, che stava liberando Reggio Emilia e che operava nella zona del Serchio, oppure la 34° divisione che operava nel modenese. Difficile oggi stabilire con precisione.


  
Immagini d’epoca esemplificative
22 aprile 1945 ore 17-18, nei pressi dello stadio,
 il primo carro armato Sherman USA entra a Carpi

23 aprile 1945 Liberazione di Carpi

 
22 aprile 1945 - Sozzigalli arrivo soldati americani foto di Cruz Rios-
In un curioso particolare si nota un G.I., su una bici italiana presa chissà dove,
 che parla con tre fanciulle limidesi sorridenti e ammirate.


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